lunedì 13 febbraio 2012

Il lupo e la volpe


Ad Arbora, una frazione di Bogogno, vivevano il Rucchetta e la Rosa. Un giorno ammazzano il maiale e fanno tanti salami, li appendono ad asciugare in cucina e poi vanno a dormire.
Di notte, attirati dall’odore, arrivano il lupo e la volpe, alzano il paletto di una piccola porta, entrano e fanno una scorpacciata di salami: il più ingordo è il lupo che ne mangia a crepapelle!
Ma all’improvviso per un certo rumore che proviene dalla cucina, si sveglia il Rucchetta, che si precipita dalle scale e becca i due furfanti. La volpe furba, che si era tenuta più leggera, scappa agilmente dalla porticina e lascia lì il povero lupo, appesantito e ingrossato dal mangiare, tanto che non riesce più a passare attraverso la piccola porta, sotto le bastonate del padrone di casa, infuriato come un matto.
La volpe intanto si rotola beata sotto una pianta di “curunai” e si macchia di rosso. Così più tardi, quando incontra il lupo, che è più morto che vivo, si mette a lamentarsi: << Ahi, ahi non ce la faccio più a camminare per le bastonate. Ahi, ahi! >> Il lupo, impietosito, la prende sulla groppa e si dirige verso il bosco costeggiando una roggia. Mentre il povero lupo, mezzo morto, zoppica sotto il peso, la volpe canticchia << Dondorondon che ‘l malavi al porta al san! >> (il malato porta il sano).
Il lupo, spazientito, le dà uno scrollane e la butta nella roggia. E lei, dopo una nuotatina, esce dall’acqua bella fresca e pulita dalle macchie rosse. Il lupo, per la rabbia, è ancora nel bosco che si morde la coda!
 

 

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