giovedì 16 agosto 2012

La Ribellezza

Ma ribellarsi vuol dire diventare più belli?

SEMIDISEGNITELODICO a cura di Sara Trofa


 

Exocoetus Volitans Illustrator

I pesci non hanno orecchie perché tanto non parlano. I pesci non sentono freddo e non hanno il mal di schiena. I pesci non stanno in ginocchio neanche quando li schiacci nella latta. I pesci non chiudono mai gli occhi neanche quando sono in padella.
Davide Van Des Froos, Le parole sognate dai pesci, 2003

A cura di: Alice Lotti e Laura Fanelli 

Exocoetus Volitans Illustrator (dettaglio)

Exocoetus Volitans Illustrator (dettaglio)

Exocoetus Volitans Illustrator (dettaglio)
Exocoetus Volitans Illustrator 

lunedì 25 giugno 2012

Un parere in merito alla pornografia

Non c'è dissolutezza peggiore del pensare.

.....


Nulla è sacro per quelli che pensano.


Chiamare audacemente le cose per nome,

analisi spinte, sintesi impudiche,

caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,

palpeggiamento lascivo di temi scabrosi,

fregola di opinioni - ecco quel che gli piace.


In pieno giorno o a notte fonda


si uniscono in coppie, triangoli e cerchi.

Poco importa il sesso e l'età dei partner.


....

(Wislawa Szymborska) 












Le Fiabe dei Grimm Illustrate

Un padre aveva due figli. Il maggiore era giudizioso e prudente e sapeva cavarsela in ogni situazione, mentre il minore era stupido, non imparava né capiva nulla e quando la gente lo incontrava diceva: “Sarà un bel peso per il padre!”. Se c’era qualcosa da fare, toccava sempre al maggiore; ma se il padre lo mandava a prendere qualcosa di sera o addirittura di notte e la strada passava vicino al cimitero o a qualche luogo terrificante, egli rispondeva: “Ah, padre mi viene la pelle d’oca!” poiché era pauroso. Oppure quando di sera, accanto al fuoco, si raccontavano delle storie da far rabbrividire, coloro che ascoltavano dicevano a volte: “Ah mi viene la pelle d’oca!”. Il minore se ne stava seduto in un angolo, ascoltava e non capiva che cosa ciò potesse significare. “Dicono sempre: mi viene la pelle d’oca! Mi viene la pelle d’oca! A me non viene: sarà anche questa un’arte di cui non capisco niente."
                                                                     
                                                                 da Storia di uno che se ne andò in cerca della paura


“Ah, che pelle d’oca, che pelle d’oca, moglie mia! Sì, ora so cos’è la pelle d’oca.”



Una vita di carta

Illustrazione realizzata per ILLUSTRATI , maggio 2012.

Fogli di vita

lunedì 13 febbraio 2012

Animali da circo

Illustrazione realizzata per ILLUSTRATI, marzo 2012
 
Trapezisti, animali, fiere, cerchi infuocati, ballerine e cavallerizze, pagliacci, elefanti ammaestrati, orsi con la catena al collo, donne baffute o donne cannone, ragazze uccello, domatori e presentatori…allegria e spensieratezza, musica e trombette…ma anche lacrime e pena, melanconia e alcool…..
CI-RC-US

 Altra proposta, realizzata in collaborazione con Michele Rocchetti



I musicanti di Brema


da: www.orecchioacerbo.com

Un asino spossato cronico, un cane rachitico, un gatto semicieco, un gallo da brodo. Hanno lavorato una vita intera ma adesso, esausti, non ce la fanno più. Per i padroni, che se ne sono serviti fino allo sfinimento, senza mai dar loro tregua né carezze, sono diventati un peso, inutili bocche da sfamare di cui liberarsi al più presto. Condannati a morte certa, fuggono lontano per inventarsi una vita. Ma la traversata è tremenda, la notte gelida, la fame acuta. Immancabili, i briganti. Che nella rilettura di Claudia Palmarucci vestono in giacca e cravatta, abitano in una tana di lusso, mangiano in piatti d’argento. Briganti ricchi e stimati, impeccabili. Briganti per bene. Così per bene, che sembrano ricordare tanti briganti del nostro tempo.

A marzo in libreria!








Il lupo e la volpe


Ad Arbora, una frazione di Bogogno, vivevano il Rucchetta e la Rosa. Un giorno ammazzano il maiale e fanno tanti salami, li appendono ad asciugare in cucina e poi vanno a dormire.
Di notte, attirati dall’odore, arrivano il lupo e la volpe, alzano il paletto di una piccola porta, entrano e fanno una scorpacciata di salami: il più ingordo è il lupo che ne mangia a crepapelle!
Ma all’improvviso per un certo rumore che proviene dalla cucina, si sveglia il Rucchetta, che si precipita dalle scale e becca i due furfanti. La volpe furba, che si era tenuta più leggera, scappa agilmente dalla porticina e lascia lì il povero lupo, appesantito e ingrossato dal mangiare, tanto che non riesce più a passare attraverso la piccola porta, sotto le bastonate del padrone di casa, infuriato come un matto.
La volpe intanto si rotola beata sotto una pianta di “curunai” e si macchia di rosso. Così più tardi, quando incontra il lupo, che è più morto che vivo, si mette a lamentarsi: << Ahi, ahi non ce la faccio più a camminare per le bastonate. Ahi, ahi! >> Il lupo, impietosito, la prende sulla groppa e si dirige verso il bosco costeggiando una roggia. Mentre il povero lupo, mezzo morto, zoppica sotto il peso, la volpe canticchia << Dondorondon che ‘l malavi al porta al san! >> (il malato porta il sano).
Il lupo, spazientito, le dà uno scrollane e la butta nella roggia. E lei, dopo una nuotatina, esce dall’acqua bella fresca e pulita dalle macchie rosse. Il lupo, per la rabbia, è ancora nel bosco che si morde la coda!
 

 

domenica 12 febbraio 2012

Le Fiabe dei Grimm Illustrate

Calendario 2012

Gli illustratori: Marisa Ventura, Sara Oddi, Alfonsina Ciculi, Cecilia Tamburini, Marco Lafirenza, Giulia Campolmi, Francesco Giustozzi, Laura Paoletti, Claudia Palmarucci, Estella Guerrera, Marco Lorenzetti, Federica De Marco.
Progetto grafico: Michele Rocchetti.



"Al gallo piacque la proposta e se ne andarono tutti e quattro" (I musicanti di Brema, Jacob and Wilhelm Grimm)